NIDO BILINGUE

Progetti per l’a.s. 2018-19

Il progetto educativo per l’a.s. 2018-19, oltre alle attività strutturate (che saranno pensate e proposte ai bambini tenendo conto della loro età e delle competenze già acquisite), prevede:

1) progetto di psicomotricità, che ha l’obiettivo di integrare i bambini nel gruppo di cui fanno parte, stimolare la comunicazione e la relazione (con i pari e con gli adulti), di portarli ad utilizzare lo spazio come espressione di sé e del proprio corpo e di scoprire il proprio corpo con consapevolezza; il progetto è rivolto a tutti i bambini che hanno acquisito buone capacità di equilibrio e di movimento

2) progetto di raccordo con la scuola dell’infanzia, che coinvolge i bambini che a settembre 2018 andranno alla scuola dell’infanzia e si prefigge di far provare ai bambini emozioni profonde e intense che scaturiscono dall’incontro con le future insegnanti ed i futuri compagni, con i quali condividono una merenda e momenti di gioco.

3) progetto intergenerazionale in collaborazione con la fondazione Besana ONLUS, che prevede momenti di incontro tra i bambini più grandi del nido e gli ospiti del Centro Diurno della fondazione Besana. L’idea di partenza, semplice e intuitiva nella sua fondatezza, è che gli anziani e i bambini stanno bene insieme  e possono essere una ricchezza gli uni per gli altri.

4) progetto giochiamo liberamente! Ispirato al fatto che è fondamentale lasciare che i bambini imparino a giocare liberamente con quello che hanno a disposizione…Ci rifacciamo, costruendo questo progetto alla Teoria delle Loose Parts di Simon Nicholson (1972), la quale sostanzialmente afferma che: “In qualsiasi ambiente, sia il grado di inventiva e di creatività, sia la possibilità di scoperta, sono direttamente proporzionali al numero e al tipo di variabili in esso presenti”. 

Le loose parts (“parti sciolte”) sono elementi (naturali, di recupero, di scarto industriale) che possono essere spostati, trasportati, combinati, infilati, impilati, separati e rimessi insieme, usati da soli o combinati con altri materiali, in uno spazio di costruzione libero oppure delimitato da “supporti” di diverso genere (teli, reti metalliche, cornici, cartoncini, materiale plasmabile).
In questo modo è più facile superare le difficoltà della tecnica e delle abilità specifiche di ognuno, perchè quello che interessa non è a prestazione ma il poter vivere un’esperienza in modo personale e in piena valorizzazione delle differenze.

Avere a disposizione “parti sciolte” in un contesto di gioco permette, inoltre, ai bambini di scegliere quali materiali utilizzare e come utilizzarli, adattandoli a proprio piacimento e lasciandosi andare a ricerche compositive, estetiche, progettuali anche inconsuete,

In questo tipo di attività, il compito dell’educatore non è quello di “insegnare” una tecnica quanto piuttosto di predisporre uno spazio e dei materiali scelti, accostandosi ai bambini con un atteggiamento di “promozione dall’interno” per alimentare in loro un’attitudine autonoma alla ricerca, all’avventura, allo stupore, ai pensieri azzardati.

Per approfondire, si veda:

https://media.kaboom.org/docs/documents/pdf/ip/Imagination-Playground-Theory-of-Loose-Parts-Simon-Nicholson.pdf

http://www.readingplay.co.uk/GetAsset.aspx?id=fAAyADUAMgB8AHwARgBhAGwAcwBlAHwAfAA4AHwA0

Anche questo è interessante…ed è in italiano… http://www.silviaiaccarino.it/arte-effimera-loose-parts-al-nido-alla-scuola-dellinfanzia/